lunedì 31 dicembre 2007

Dicembre 2007 - Gennaio 2008 "Capodanno"

E dopo Natale, Capodanno...
Un evento che in queste ore, al di là dell'agitazione della festa, è soprattutto luogo per pensare al tempo, come passato e come futuro e, quindi, alla storia. Per questo, anche se solo per qualche giorno, vorrei lasciare il testo di una canzone di F. Guccini che sempre mi ha fatto riflettere su questi temi e che se anche apparentemente triste e negativa, letta con l'ironia del suo autore aiuta a guardare avanti e a considerare che non siamo solo attimo che fugge ma storia: un presente che ha le radici nel passato e la speranza nel futuro.

“E un altro giorno è andato,
la sua musica ha finito,
quanto tempo è ormai passato e passerà?
Le orchestre di motori ne accompagnano i sospiri:
l'oggi, dove è andato l'ieri, se ne andrà.
Se guardi nelle tasche della sera
ritrovi le ore che conosci già,
ma il riso dei minuti
cambia in pianto ormai
e il tempo andato non ritroverai...

Giornate senza senso, come un mare senza vento,
come perle di collane di tristezza...
Le porte dell'estate dall'inverno son bagnate:
fugge un cane come la tua giovinezza.
Negli angoli di casa cerchi il mondo,
nei libri e nei poeti cerchi te,
ma il tuo poeta muore e l'alba non vedrà
e dove corra il tempo chi lo sa?

Nel sole dei cortili i tuoi fantasmi giovanili
corron dietro a delle Silvie beffeggianti,
si è spenta la fontana, si è ossidata la campana:
perchè adesso ridi al gioco degli amanti?
Sei pronto per gettarti sulle strade,
l'inutile bagaglio hai dentro in te,
ma temi il sole e l'acqua prima o poi cadrà
e il tempo andato non ritornerà...

Professionisti acuti, fra i sorrisi ed i saluti,
ironizzano i tuoi dubbi sulla vita,
le madri dei tuoi amori sognan trepide dottori,
ti rinfacciano una crisi non chiarita:
la sfera di cristallo si è offuscata
e l'aquilone tuo non vola più,
nemmeno il dubbio resta nei pensieri tuoi
e il tempo passa e fermalo se puoi...

Se i giorni ti han chiamato tu hai risposto da svogliato,
il sorriso degli specchi è già finito,
nei vicoli e sui muri quel buffone che tu eri
è rimasto solo a pianger divertito.
Nel seme al vento afferri la fortuna,
al rosso saggio chiedi i tuoi perchè,
vorresti alzarti in cielo a urlare chi sei tu,
ma il tempo passa e non ritorna più...

E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito,
quanto tempo è ormai passato e passerà!
Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada,
il domani come tutto se ne andrà:
ti guardi nelle mani e stringi il vuoto,
se guardi nelle tasche troverai
gli spiccioli che ieri non avevi,
ma il tempo andato non ritornerà,
il tempo andato non ritornerà,
il tempo andato non ritornerà...”.

Da "L'Isola non trovata" - F. Guccini (1971)

lunedì 24 dicembre 2007

Natale 2007

Anche quest'anno, di nuovo, è Natale. Ed è quindi giusto lasciare a tutti voi che visitate questo sito per i motivi più disparati un piccolo pensiero che è nel contempo augurio e desiderio di fermarsi un attimo per riflettere sul grande evento che in questi giorni ci avvolge con la grandezza e profondità del suo significato. Non siamo noi che andiamo incontro a qualcosa o Qualcuno, ma è Cristo che viene incontro a noi non solo duemila anni fa, ma nell'oggi della storia. Per questo vorrei lasciare la citazione del primo libro di Samuele che oggi, 24 dicembre, la liturgia ci propone come speranza di un Dio che non lascia costruire una casa ma questa casa la costruisce per noi:
“«Ora dunque riferirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: Io ti presi dai pascoli, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi il capo d'Israele mio popolo; sono stato con te dovunque sei andato; anche per il futuro distruggerò davanti a te tutti i tuoi nemici e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra.Fisserò un luogo a Israele mio popolo e ve lo pianterò perché abiti in casa sua e non sia più agitato e gli iniqui non lo opprimano come in passato, al tempo in cui avevo stabilito i Giudici sul mio popolo Israele e gli darò riposo liberandolo da tutti i suoi nemici. Te poi il Signore farà grande, poiché una casa farà a te il Signore.Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno.Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno.Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio. Se farà il male, lo castigherò con verga d'uomo e con i colpi che danno i figli d'uomo, ma non ritirerò da lui il mio favore, come l'ho ritirato da Saul, che ho rimosso dal trono dinanzi a te.La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre»”.
2 Sam 7, 8-16 .

Non ci resta dunque che continuare a pregare e sperare con le parole della Liturgia:
"Affrettati, non tardare, Signore Gesù:
la tua venuta dia conforto e speranza
a coloro che confidano nel tuo amore misericordioso".

giovedì 6 dicembre 2007

"Solo la musica può rompere il silenzio... "

Sto leggendo, in questi giorni, il bellissimo saggio di D. Baremboim "La musica sveglia il tempo", che, riflettendo sulla musica, ne evidenzia il ruolo formativo a quanti vi si accostano.Certamente di musica classica (o musica colta) tratta l'autore. Tuttavia la sua esposizione invoglia ad ascoltare con attenzione la musica, a fare in modo che ciascuno alleni il proprio orecchio a diventare "pensante". E stimola alla riflessione, anche attraverso la seguente citazione tratta dalla Politica di Aristotele, un testo che, sicuramente, fa pensare:

“Quanto al darsi alla musica non si può spiegare solo con questa ragione [alleviare fatiche e sofferenze] ma anche perché, come pare, è utile al riposo. Nondimeno si potrebbe indagare se ciò non sia accidentale, mentre la natura della musica è più elevata di quanto non lasci supporre l'uso predetto. [...] In realtà nei ritmi e nei canti vi sono rappresentazioni, quanto mai vicine alla realtà, d'ira e mitezza, e anche di coraggio e di temperanza e di tutti i loro opposti e delle altre qualità morali (e questo è provato dall'esperienza, che quando liascoltiamo, data la loro natura, sentiamo una trasformazione nell'anima). [...] Da tali considerazioni è chiaro che la musica può esercitare un qualche influsso sul carattere dell'anima e se può far questo, è chiaro che bisogna accostarle i giovani ed educarli ad essa”.

ARISTOTELE, Politica, VIII, 5 (R. LAURENTI cur.), Laterza, Bari 2007, pp. 272 ss.