giovedì 6 dicembre 2007

"Solo la musica può rompere il silenzio... "

Sto leggendo, in questi giorni, il bellissimo saggio di D. Baremboim "La musica sveglia il tempo", che, riflettendo sulla musica, ne evidenzia il ruolo formativo a quanti vi si accostano.Certamente di musica classica (o musica colta) tratta l'autore. Tuttavia la sua esposizione invoglia ad ascoltare con attenzione la musica, a fare in modo che ciascuno alleni il proprio orecchio a diventare "pensante". E stimola alla riflessione, anche attraverso la seguente citazione tratta dalla Politica di Aristotele, un testo che, sicuramente, fa pensare:

“Quanto al darsi alla musica non si può spiegare solo con questa ragione [alleviare fatiche e sofferenze] ma anche perché, come pare, è utile al riposo. Nondimeno si potrebbe indagare se ciò non sia accidentale, mentre la natura della musica è più elevata di quanto non lasci supporre l'uso predetto. [...] In realtà nei ritmi e nei canti vi sono rappresentazioni, quanto mai vicine alla realtà, d'ira e mitezza, e anche di coraggio e di temperanza e di tutti i loro opposti e delle altre qualità morali (e questo è provato dall'esperienza, che quando liascoltiamo, data la loro natura, sentiamo una trasformazione nell'anima). [...] Da tali considerazioni è chiaro che la musica può esercitare un qualche influsso sul carattere dell'anima e se può far questo, è chiaro che bisogna accostarle i giovani ed educarli ad essa”.

ARISTOTELE, Politica, VIII, 5 (R. LAURENTI cur.), Laterza, Bari 2007, pp. 272 ss.

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